Flotta Meteor Verbano

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Articolo scritto il 01 mar 2012, nella categoria Senza categoria.

La 4a giornata Invernale, secondo Daniele Turconi

Daniele

Daniele Turconi ha scritto: in data 27/02/2012 22.42:
mah, non fraintendermi Carlo, però non credo che ci sia molto da dire…giornataccia! l’allenamento che tanto c’eravamo imposti per riprendere non c’è stato il sabato, poiché proprio mentre ha rotto l’avanguardia del favonio, verso le 16.30, si doveva rientrare per i mille impegni di ognuno.

Domenica quindi allo sbaraglio: nel raggiungere il campo rompe il favonio, sulla destra del campo, e noi andiamo proprio li per provare; sembra tenere il genoa, ma poco dopo ci dobbiamo ricredere e passiamo al fiocco, con noi anche qualcun’altro, il sacchi di certo me lo ricordo. La scelta ha pagato poiché nonostante la partenza 30 sec. dopo il via, ultimi (causa minchiate varie di cime barber filate in bozzello genoa che impediva la virata per impegnare la linea), abbiamo girato la boa di bolina terzultimi, o forse qualcosa di più, di certo abbiamo recuperato il tres jolie. Mi accorgo che una stecca è finita in acqua è la balumina della randa sbatte, beh, oddio, fosse stata solo la balumina!!!
Poi la poppa, si deve strambare, il terrore di spaccare il boma come accaduto in passato, quindi recupero 10cm la randa per evitare il boma contro le sartie (ed il possibile funesto colpo al cambio di mura), a quel punto una raffica ci prende e ci porta all’orza, io che ero in mezzo per strambare sono finito sottovento, per meglio dire sott’acqua, come te carlo in quella mitica enogastronomica, Davide è in piedi, ovvero sdraiato orizzontalmente aggrappato alle sartie (si perché l’albero è in acqua, e cazzo il tambuccio è pure
aperto, si perché siamo troppo coglioni per ricordarci le buone maniere da tenere in queste condizioni!!!) Simone asciutto non so come. Dico “restate aggrappati che ora torna su, sta orzando”, e così è stato. Abbiamo virato di prua e poi poggiato in luogo della strambata. Randa e fiocco, si planava!!! i pochi che han tentato di dare spi, credo un paio, non mi pare che sian riusciti a fare molto, non ricordo, non ho visto, forse uno rosa andava bene, quello bianco invece volava orizzontale.
In un attimo siamo alla boa di poppa, la facciamo bene e pronti di bolina. Il vento è forte, la randa è praticamente tutta lascata, la falchetta costantememente in acqua e la barca si muove più di lato che in avanti, appena pungi un po’ all’orza subito una sventagliata che rischia di prenderti a collo, molliamo un pelo il fiocco e decidiamo di prendere una mano alla randa. Le ore!!! Istanti preziosi che ci portano, soli, a destra del campo, proprio li dove il favonio aveva rotto e dove ora sembra essere più impetuoso; ma noi
navighiamo sereni, forse un po’ stanchi, Simone di certo sfinito non si regge neanche più alla battagliola e scivola col sedere sottovento. Mancano 400mt, forse 500mt, il fiocco si è spaccato, va tolto! Esitiamo un po’, poi decidiamo di non fare altri danni ed ammainiamo il fiocco. Però solo con la randa terzarolata, tutta svergola e senza una stecca, ci muoviamo ancora, quindi contro il parere di Simone, decido di tirare avanti, Davide è d’accordo, viva la democrazia! Meglio un ultimo che un dnf, facciamo gli ultimi 300mt e siamo
in boa, davanti a noi il bisturi, interno in boa, noi passiamo larghi e poggiamo, lui non riesce, orza, ci sfila dietro e continua la bolina col fiocco che lo tiene su, non riesce a lascarlo credo, poi finalmente ammaina le vele e si arresta, ma noi siamo già a 200 mt dalla boa, in poppa solo con la randa terzarolata, plananti sulle raffiche (non so se fossero 16mt come dici tu Carlo, dovrebbero essere 31nodi, forse. Forse di più nella boa in alto, ho questa fotografia in mente: delle onde ampiamente nebulizzate dal vento, Simone ricorda che solo col bellanasco di un tre anni fa vide una cosa simile; la cerano 50 nodi. No, meno di quella volta, che fossero 30 o 40 poco importa, era forte). Di sicuro man
mano che ci avviciniamo al poseidone torna la tranquillità perché il vento si allarga fuori dal canalino ed anche le raffiche, tagliamo sereni e tranquilli e cosi procediamo fino a luino, planando sulle raffiche e sulle onde, abbiamo modo di tirare pure un filmato, poco a dire il vero , perché quando passo il telefonino a simone mette il dito nel posto sbagliato e i suoi 5 minuti di ripresa sono stati vani.
Capisci che non ho ricevuto nulla da un punto di vista tecnico, niente di niente. Non posso neanche dire di essermi esaltato con le planate perché eravamo troppo stanchi per divertirci, insomma, è stato quasi come ritornare indietro al 2006, un incubo quasi.
Renzo, tu che racconti?
Ciao Daniele

E QUI C’è ANCHE UN VIDEO !!! anzi due !!

http://www.youtube.com/watch?v=vQShlZuSPn0
http://www.youtube.com/watch?v=e2CIuZ7npB0&feature=player_detailpage

 

 

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